Spiegare dati e porno ad un bimbo

Rispondere ad un bimbo o una bimba di tre anni che chiede «perché hai detto “questo è un dato”?», è difficile quanto rispondere a che cosa vuol dire la parola “porno”?.

Prenderla alla larga non soddisfa la curiosità, ricorrere al classico “sei ancora troppo piccolo” da frustrazione sia al bimbo che al grande.

I dati ci mettono in imbarazzo perché li diamo per scontati e il porno ci mette in difficoltà perché riguarda quegli angoli del piacere che non vogliamo mostrare. Entrambi li mettiamo in cassetti pieni di complicazione e di non-si-può-dire.

Togliere la complicazione

Al treenne faccio una domanda: mi mostri quanti anni hai? Prendo la manina con le dita alzate e le dita sono il numero tre. Da solo il “3” è un semplice numero ma se lo metti assieme a “i miei anni sono tre” diventa un dato. Questo dato lo chiamiamo “età”.

Togliere il non-si-può-dire

I bimbi hanno il pisellino e la patatina. Un maschio e la femmina per fare un bimbo hanno bisogno di un aiutino che si chiama “piacere”. Quando devi mangiare la verdura, poi ti prometto il dolce perché ti piace di più. Il dolce è il piacere. Quando si è più grandi e si vuol provare da soli lo stesso piacere che si prova per fare un bimbo, si guardano delle immagini o dei video di qualcuno che fa finta di fare un bimbo. Questo viene chiamato “porno”.

Fantasia e mettere in ordine

Per ora posso essere soddisfatto dicendo che sia il dato che il porno hanno bisogno di fantasia perché posso pensare a qualcosa che prima non c’era senza nessun limite (citando Munari). Se devo disegnare una fantasia ho bisogno di mettere in ordine quello che ho pensato per muovere la matita sul foglio. Il disegno non mi piacerà e dovrò pensarci meglio, togliendo le cose che non so fare, e imparando a fare le cose essenziali per poter mostrare a qualcun altro quello che ho fantasticato. Quindi devo mettere in ordine il mio pensiero con quello che uso per mostrarlo.

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